Architettura
Comunità

Innesto

Timeframe

2026

Team

Giacomo Vittorio Bua (@_fljq): Architettura e grafica

Anna Di Girolamo (@a.digirolamo96): Architettura e paesaggio

Roberto Ibba (@rob.ibba): Architettura e modellazione 3D

Descrizione

A partire dal riconoscimento dell’identità industriale e agricola del luogo, la riqualificazione dell’Ex fornace Penna rappresenta l’occasione per restituire alla comunità uno spazio emblematico a lungo abbandonato, trasformandolo in centro civico e polo di aggregazione sociale ma anche rifugio climatico ed ecologico. 

L’intervento stabilisce una nuova permeabilità tra il territorio rurale, il nuovo parco pubblico e il lungomare. La proprietà dell’Ex fornace, oggi delimitata da muri e recinzioni, viene resa accessibile da ingressi strategici e percorsi che si proiettano tanto verso l’abitato come verso il mare. Il muro che si affaccia sul lungomare viene smaterializzato anche attraverso un sistema di gradonate e terrazze verdi che risolvono il dislivello offrendo allo stesso tempo uno spazio di sosta e socialità.

La trama del parco riprende la tessitura dell'impianto viticolo preesistente. Il ritmo dei filari dialoga visivamente con la cadenza e la proporzione delle arcate della fornace, generando una sequenza degradante verso il mare di boschetti mediterranei, vigne e giardini aromatici. Pergole ricoperte da piante rampicanti offrono zone d’ombra lungo il sistema di piazze e percorsi che abbraccia l’Ex fornace. 

All’interno dell’involucro storico della fabbrica, il progetto prevede l’innesto di nuovi volumi, indipendenti rispetto alla struttura originaria, che ospitino le diverse funzioni richieste per il centro civico. L’uso di acciaio, policarbonato e vetro genera un consapevole contrasto materico e formale rispetto alla pietra calcarea e ai mattoni a vista. 

L’agorà coperta, schermata da una pensilina a doppia altezza, è caratterizzata da un’ampia scalinata in legno, pensata come spazio di socialità, performance ed eventi. Il centro civico si sviluppa su più livelli: al piano terra, nell’antica fornace, si colloca un’area espositiva, al primo piano si trova una biblioteca sospesa, mentre il secondo ospita aule polifunzionali, spazi di co-working e una sala eventi da 50 posti.

I camini d'aria verticali, integrati nelle nuove strutture, rievocano il passato industriale dell’Ex fornace, funzionando allo stesso tempo come dispositivi bioclimatici per il raffrescamento naturale basato sulla ventilazione passiva.

Il programma si completa con il cafè-bistrò, un volume indipendente che si affaccia sulla piazza dominata dalla ciminiera di mattoni dell’Ex fornace Penna e sul parco.

Attraverso l'equilibrio tra memoria storica, innovazione architettonica e sostenibilità bioclimatica, il progetto restituisce al territorio un'infrastruttura pubblica e paesaggistica capace di riallacciare il legame tra la comunità, la sua storia e il mare.

L’intervento stabilisce una nuova permeabilità tra il territorio rurale, il nuovo parco pubblico e il lungomare. La proprietà dell’Ex fornace, oggi delimitata da muri e recinzioni, viene resa accessibile da ingressi strategici e percorsi.

All’interno dell’involucro storico della fabbrica, il progetto prevede l’innesto di nuovi volumi, indipendenti rispetto alla struttura originaria. L’uso di acciaio, policarbonato e vetro genera un consapevole contrasto materico e formale rispetto alla pietra calcarea e ai mattoni a vista.

Il progetto restituisce al territorio un'infrastruttura pubblica e paesaggistica capace di riallacciare il legame tra la comunità, la sua storia e il mare. 

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Giacomo Vittorio Bua (@_fljq): Architettura e grafica

Anna Di Girolamo (@a.digirolamo96): Architettura e paesaggio

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Descrizione

A partire dal riconoscimento dell’identità industriale e agricola del luogo, la riqualificazione dell’Ex fornace Penna rappresenta l’occasione per restituire alla comunità uno spazio emblematico a lungo abbandonato, trasformandolo in centro civico e polo di aggregazione sociale ma anche rifugio climatico ed ecologico. 

L’intervento stabilisce una nuova permeabilità tra il territorio rurale, il nuovo parco pubblico e il lungomare. La proprietà dell’Ex fornace, oggi delimitata da muri e recinzioni, viene resa accessibile da ingressi strategici e percorsi che si proiettano tanto verso l’abitato come verso il mare. Il muro che si affaccia sul lungomare viene smaterializzato anche attraverso un sistema di gradonate e terrazze verdi che risolvono il dislivello offrendo allo stesso tempo uno spazio di sosta e socialità.

La trama del parco riprende la tessitura dell'impianto viticolo preesistente. Il ritmo dei filari dialoga visivamente con la cadenza e la proporzione delle arcate della fornace, generando una sequenza degradante verso il mare di boschetti mediterranei, vigne e giardini aromatici. Pergole ricoperte da piante rampicanti offrono zone d’ombra lungo il sistema di piazze e percorsi che abbraccia l’Ex fornace. 

All’interno dell’involucro storico della fabbrica, il progetto prevede l’innesto di nuovi volumi, indipendenti rispetto alla struttura originaria, che ospitino le diverse funzioni richieste per il centro civico. L’uso di acciaio, policarbonato e vetro genera un consapevole contrasto materico e formale rispetto alla pietra calcarea e ai mattoni a vista. 

L’agorà coperta, schermata da una pensilina a doppia altezza, è caratterizzata da un’ampia scalinata in legno, pensata come spazio di socialità, performance ed eventi. Il centro civico si sviluppa su più livelli: al piano terra, nell’antica fornace, si colloca un’area espositiva, al primo piano si trova una biblioteca sospesa, mentre il secondo ospita aule polifunzionali, spazi di co-working e una sala eventi da 50 posti.

I camini d'aria verticali, integrati nelle nuove strutture, rievocano il passato industriale dell’Ex fornace, funzionando allo stesso tempo come dispositivi bioclimatici per il raffrescamento naturale basato sulla ventilazione passiva.

Il programma si completa con il cafè-bistrò, un volume indipendente che si affaccia sulla piazza dominata dalla ciminiera di mattoni dell’Ex fornace Penna e sul parco.

Attraverso l'equilibrio tra memoria storica, innovazione architettonica e sostenibilità bioclimatica, il progetto restituisce al territorio un'infrastruttura pubblica e paesaggistica capace di riallacciare il legame tra la comunità, la sua storia e il mare.

L’intervento stabilisce una nuova permeabilità tra il territorio rurale, il nuovo parco pubblico e il lungomare. La proprietà dell’Ex fornace, oggi delimitata da muri e recinzioni, viene resa accessibile da ingressi strategici e percorsi.

All’interno dell’involucro storico della fabbrica, il progetto prevede l’innesto di nuovi volumi, indipendenti rispetto alla struttura originaria. L’uso di acciaio, policarbonato e vetro genera un consapevole contrasto materico e formale rispetto alla pietra calcarea e ai mattoni a vista.

Il progetto restituisce al territorio un'infrastruttura pubblica e paesaggistica capace di riallacciare il legame tra la comunità, la sua storia e il mare. 

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Giacomo Vittorio Bua (@_fljq): Architettura e grafica

Anna Di Girolamo (@a.digirolamo96): Architettura e paesaggio

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Descrizione

A partire dal riconoscimento dell’identità industriale e agricola del luogo, la riqualificazione dell’Ex fornace Penna rappresenta l’occasione per restituire alla comunità uno spazio emblematico a lungo abbandonato, trasformandolo in centro civico e polo di aggregazione sociale ma anche rifugio climatico ed ecologico. 

L’intervento stabilisce una nuova permeabilità tra il territorio rurale, il nuovo parco pubblico e il lungomare. La proprietà dell’Ex fornace, oggi delimitata da muri e recinzioni, viene resa accessibile da ingressi strategici e percorsi che si proiettano tanto verso l’abitato come verso il mare. Il muro che si affaccia sul lungomare viene smaterializzato anche attraverso un sistema di gradonate e terrazze verdi che risolvono il dislivello offrendo allo stesso tempo uno spazio di sosta e socialità.

La trama del parco riprende la tessitura dell'impianto viticolo preesistente. Il ritmo dei filari dialoga visivamente con la cadenza e la proporzione delle arcate della fornace, generando una sequenza degradante verso il mare di boschetti mediterranei, vigne e giardini aromatici. Pergole ricoperte da piante rampicanti offrono zone d’ombra lungo il sistema di piazze e percorsi che abbraccia l’Ex fornace. 

All’interno dell’involucro storico della fabbrica, il progetto prevede l’innesto di nuovi volumi, indipendenti rispetto alla struttura originaria, che ospitino le diverse funzioni richieste per il centro civico. L’uso di acciaio, policarbonato e vetro genera un consapevole contrasto materico e formale rispetto alla pietra calcarea e ai mattoni a vista. 

L’agorà coperta, schermata da una pensilina a doppia altezza, è caratterizzata da un’ampia scalinata in legno, pensata come spazio di socialità, performance ed eventi. Il centro civico si sviluppa su più livelli: al piano terra, nell’antica fornace, si colloca un’area espositiva, al primo piano si trova una biblioteca sospesa, mentre il secondo ospita aule polifunzionali, spazi di co-working e una sala eventi da 50 posti.

I camini d'aria verticali, integrati nelle nuove strutture, rievocano il passato industriale dell’Ex fornace, funzionando allo stesso tempo come dispositivi bioclimatici per il raffrescamento naturale basato sulla ventilazione passiva.

Il programma si completa con il cafè-bistrò, un volume indipendente che si affaccia sulla piazza dominata dalla ciminiera di mattoni dell’Ex fornace Penna e sul parco.

Attraverso l'equilibrio tra memoria storica, innovazione architettonica e sostenibilità bioclimatica, il progetto restituisce al territorio un'infrastruttura pubblica e paesaggistica capace di riallacciare il legame tra la comunità, la sua storia e il mare.

L’intervento stabilisce una nuova permeabilità tra il territorio rurale, il nuovo parco pubblico e il lungomare. La proprietà dell’Ex fornace, oggi delimitata da muri e recinzioni, viene resa accessibile da ingressi strategici e percorsi.

All’interno dell’involucro storico della fabbrica, il progetto prevede l’innesto di nuovi volumi, indipendenti rispetto alla struttura originaria. L’uso di acciaio, policarbonato e vetro genera un consapevole contrasto materico e formale rispetto alla pietra calcarea e ai mattoni a vista.

Il progetto restituisce al territorio un'infrastruttura pubblica e paesaggistica capace di riallacciare il legame tra la comunità, la sua storia e il mare. 

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