Architettura

Nou Arnau

Nou Arnau

Info

NOU ARNAU, un teatro che si innesta nel tessuto esistente per rilanciare un’identità collettiva attraverso l’architettura

Architettura e Musica, due forme espressive che si fondano su ritmo, struttura e spazio, e che condividono una tensione tra forma e percezione. Il progetto esplora questa relazione, traducendola in un’ipotesi concreta: la progettazione di un teatro contemporaneo.

Non un unico volume compatto, ma una costellazione di ambienti distribuiti su più livelli e connessi da scale e passerelle.

L’obiettivo è costruire uno spazio che non si limiti a ospitare la musica, ma che ne assuma la logica compositiva: un teatro come partitura abitabile. L’edificio non è un’icona isolata, ma un corpo vivo che respira con il quartiere, amplificando la sua voce.

Team

Roberto Ibba (@rob.ibba): da definire

Josep Miás: da definire

Basta così

Questa ricerca nasce dall’incontro tra due passioni architettura e musica. Due forme espressive che si fondano su ritmo, struttura e spazio, e che condividono una tensione tra forma e percezione. Il progetto esplora proprio questa relazione, traducendola in un’ipotesi concreta: la progettazione di un teatro contemporaneo. Il sito scelto è Barcellona, sull’Avinguda del Paral·lel, storica arteria culturale e via dello spettacolo, soprannominata la “Broadway catalana”. Qui sorge il Teatre Arnau, oggi abbandonato, ma un tempo simbolo della vitalità artistica cittadina. Da questo vuoto urbano nasce il NOU ARNAU, un teatro che si innesta nel tessuto esistente per rilanciare un’identità collettiva attraverso l’architettura. Il progetto rompe la tipologia teatrale tradizionale: non un unico volume compatto, ma una costellazione di ambienti – “scatole funzionali” – distribuiti su più livelli e connessi da scale, rampe, passerelle. La torre scenica centrale ospita la sala principale, alta sette piani, con geometrie acusticamente performanti e rivestimenti in legno. Una seconda sala, più piccola e all’aperto, si apre sulla città come una terrazza teatrale, riconfigurabile grazie a una copertura mobile. L’atrio, affacciato su Plaça Raquel Meller, è pensato come uno spazio civico, accessibile anche al di fuori degli orari di spettacolo: un luogo per incontri, eventi, proiezioni, feste. Una grande tribuna e una serie di percorsi verticali trasformano l’ingresso in un dispositivo pubblico, dove l’architettura diventa scena e soglia. Dal punto di vista teorico, la tesi indaga il rapporto tra architetti e compositori (Xenakis–Le Corbusier, Nono–Piano), e riflette su opere come il teatro del Bauhaus o il Gesamtkunstwerk wagneriano. L’obiettivo è costruire uno spazio che non si limiti a ospitare la musica, ma che ne assuma la logica compositiva: un teatro come partitura abitabile. La pelle esterna del NOU ARNAU, composta da moduli di brise soleil metallici, si apre e si adatta, diventando in alcuni punti pergola urbana. L’edificio non è un’icona isolata, ma un corpo vivo che respira con il quartiere, amplificando la sua voce.

Ambiti

Cultura

Timeframe

2021

Team

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Josep Miás: da definire

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NOU ARNAU, un teatro che si innesta nel tessuto esistente per rilanciare un’identità collettiva attraverso l’architettura

Architettura e Musica, due forme espressive che si fondano su ritmo, struttura e spazio, e che condividono una tensione tra forma e percezione. Il progetto esplora questa relazione, traducendola in un’ipotesi concreta: la progettazione di un teatro contemporaneo.

Non un unico volume compatto, ma una costellazione di ambienti distribuiti su più livelli e connessi da scale e passerelle.

L’obiettivo è costruire uno spazio che non si limiti a ospitare la musica, ma che ne assuma la logica compositiva: un teatro come partitura abitabile. L’edificio non è un’icona isolata, ma un corpo vivo che respira con il quartiere, amplificando la sua voce.

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Basta così

Questa ricerca nasce dall’incontro tra due passioni architettura e musica. Due forme espressive che si fondano su ritmo, struttura e spazio, e che condividono una tensione tra forma e percezione. Il progetto esplora proprio questa relazione, traducendola in un’ipotesi concreta: la progettazione di un teatro contemporaneo. Il sito scelto è Barcellona, sull’Avinguda del Paral·lel, storica arteria culturale e via dello spettacolo, soprannominata la “Broadway catalana”. Qui sorge il Teatre Arnau, oggi abbandonato, ma un tempo simbolo della vitalità artistica cittadina. Da questo vuoto urbano nasce il NOU ARNAU, un teatro che si innesta nel tessuto esistente per rilanciare un’identità collettiva attraverso l’architettura. Il progetto rompe la tipologia teatrale tradizionale: non un unico volume compatto, ma una costellazione di ambienti – “scatole funzionali” – distribuiti su più livelli e connessi da scale, rampe, passerelle. La torre scenica centrale ospita la sala principale, alta sette piani, con geometrie acusticamente performanti e rivestimenti in legno. Una seconda sala, più piccola e all’aperto, si apre sulla città come una terrazza teatrale, riconfigurabile grazie a una copertura mobile. L’atrio, affacciato su Plaça Raquel Meller, è pensato come uno spazio civico, accessibile anche al di fuori degli orari di spettacolo: un luogo per incontri, eventi, proiezioni, feste. Una grande tribuna e una serie di percorsi verticali trasformano l’ingresso in un dispositivo pubblico, dove l’architettura diventa scena e soglia. Dal punto di vista teorico, la tesi indaga il rapporto tra architetti e compositori (Xenakis–Le Corbusier, Nono–Piano), e riflette su opere come il teatro del Bauhaus o il Gesamtkunstwerk wagneriano. L’obiettivo è costruire uno spazio che non si limiti a ospitare la musica, ma che ne assuma la logica compositiva: un teatro come partitura abitabile. La pelle esterna del NOU ARNAU, composta da moduli di brise soleil metallici, si apre e si adatta, diventando in alcuni punti pergola urbana. L’edificio non è un’icona isolata, ma un corpo vivo che respira con il quartiere, amplificando la sua voce.

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Architettura e Musica, due forme espressive che si fondano su ritmo, struttura e spazio, e che condividono una tensione tra forma e percezione. Il progetto esplora questa relazione, traducendola in un’ipotesi concreta: la progettazione di un teatro contemporaneo.

Non un unico volume compatto, ma una costellazione di ambienti distribuiti su più livelli e connessi da scale e passerelle.

L’obiettivo è costruire uno spazio che non si limiti a ospitare la musica, ma che ne assuma la logica compositiva: un teatro come partitura abitabile. L’edificio non è un’icona isolata, ma un corpo vivo che respira con il quartiere, amplificando la sua voce.

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Basta così

Questa ricerca nasce dall’incontro tra due passioni architettura e musica. Due forme espressive che si fondano su ritmo, struttura e spazio, e che condividono una tensione tra forma e percezione. Il progetto esplora proprio questa relazione, traducendola in un’ipotesi concreta: la progettazione di un teatro contemporaneo. Il sito scelto è Barcellona, sull’Avinguda del Paral·lel, storica arteria culturale e via dello spettacolo, soprannominata la “Broadway catalana”. Qui sorge il Teatre Arnau, oggi abbandonato, ma un tempo simbolo della vitalità artistica cittadina. Da questo vuoto urbano nasce il NOU ARNAU, un teatro che si innesta nel tessuto esistente per rilanciare un’identità collettiva attraverso l’architettura. Il progetto rompe la tipologia teatrale tradizionale: non un unico volume compatto, ma una costellazione di ambienti – “scatole funzionali” – distribuiti su più livelli e connessi da scale, rampe, passerelle. La torre scenica centrale ospita la sala principale, alta sette piani, con geometrie acusticamente performanti e rivestimenti in legno. Una seconda sala, più piccola e all’aperto, si apre sulla città come una terrazza teatrale, riconfigurabile grazie a una copertura mobile. L’atrio, affacciato su Plaça Raquel Meller, è pensato come uno spazio civico, accessibile anche al di fuori degli orari di spettacolo: un luogo per incontri, eventi, proiezioni, feste. Una grande tribuna e una serie di percorsi verticali trasformano l’ingresso in un dispositivo pubblico, dove l’architettura diventa scena e soglia. Dal punto di vista teorico, la tesi indaga il rapporto tra architetti e compositori (Xenakis–Le Corbusier, Nono–Piano), e riflette su opere come il teatro del Bauhaus o il Gesamtkunstwerk wagneriano. L’obiettivo è costruire uno spazio che non si limiti a ospitare la musica, ma che ne assuma la logica compositiva: un teatro come partitura abitabile. La pelle esterna del NOU ARNAU, composta da moduli di brise soleil metallici, si apre e si adatta, diventando in alcuni punti pergola urbana. L’edificio non è un’icona isolata, ma un corpo vivo che respira con il quartiere, amplificando la sua voce.

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